Mi sembra molto interessante che oggi, 4 Novembre, giorno nel quale in Italia si ricordano i caduti della Prima Guerra Mondiale, la vittoria della stessa e una “unità nazionale” che in realtà non esiste, altrove ci si trovi nel bel mezzo delle votazioni per un Presidente che in realtà comanderà le sorti di un pò tutto il mondo.

Lo spaccamento di coglioni che per 22 mesi ci ha assillato finalmente ha termine! Dopo 22 mesi finalmente si parlerà di qualcuno che ha il potere e non più della bagarre per acciuffarlo, perchè onestamente parlando preferivano loro a quello che il potere cel’aveva, ma usandolo coi piedi. Finalmente si cambia (anche in tv e nei giornali intendo)!!

Cosi, oggi, dopo tutto questo tempo, mi trovo seduto in cucina, con la solita tv accesa sul solito tg e ascolto…Perchè prima, sinceramente, non avevo mai ascoltato nulla. Ho appreso un estrema sintesi dei programmi e, bhè, sono giunto alla conclusione che uno dei due è veramente invotabile…Ma di questo sinceramente non me ne frega niente. Me ne frega piuttosto del fatto che Obama è nero.

NERO?!?!?!


Oddio, dopo 22 mesi il punto centrale (sia per gli italiani che per gli Americani) non è la campagna elettorale, le promesse, ma il colore della pelle. Come se questo fosse realmente importante! Il primo Presidente nero, dicono…Io dico il primo presidente cappuccino. Dai, non sarà mica nero!!! Guardatelo bene in foto: mia cognata, origini biellesi, è più scura di lui. Anche in inverno.

Ma la verità è questa: la gente, soprattutto là, è razzista. Lasciate perdere quelli che attenterebbero alla sua vita per questo motivo, quelli sono dei pirla. Intendo dire le persone “normali”. Quelle veramente notano il fatto che è di colore. Che non è bianco, diciamo. Che non si lava molto spesso. Cioè dai quel colore li è il crøk, lo sporco di qualche giorno che non ti lavi via…

Scherzi a parte.Però è impressionante che la gente oggi, 4 Novembre 2008, dopo due anni di campagna elettorale spaccamaroni, pensi ancora che sarà “il primo Presidente nero”, che è una “rivoluzione nera”, invece di pensare se risolverà la crisi economica, di come si comporterà in Iraq, di cosa parlerà con l’Iran, se darà un piccolo contributo al “change” (globale) promesso o invece è tutto un fuoco fatuo, mera campagna promozionale.

A me, sinceramente, non interessa più di tanto. Però da domani parlatemi si di un nuovo presidente, ma per onestà intellettuale, ditemi almeno che è il primo Presidente Cappuccino.

Annunci