Ho letto una decina di pagine che hanno cambiato una giornata tediosa in una bella giornata, meritevole di essere vissuta solo per quei 5 minuti di pace, avvolto nella lettura.

Io sono un sognatore, lo ammetto. Una volta mi hanno detto che sono un utopista, che non andrò mai da nessuna parte perchè i sogni non portano a niente. Sono sempre stato certo che quella persona, alla quale voglio tantissimo bene, ma che mi ha fatto incazzare parecchie volte, avesse detto una frase senza senso. Una falsità.

Stasera ne ho avuto la prova.

Perchè una persona deve sognare, deve essere utopista. Seriamente. Io credo di avere trovato la donna della mia vita. Io voglio passare la vita con te, Tita. Ma per un ragazzo “normale” di vent’anni questa sarebbe già una cazzata. Contando poi che non sono Brad Pitt, che sono radicalmente strano, e che di storie sentimentali ne ho avute ben poche, un ragazzo “normale” di vent’anni direbbe che io sono uno sfigato. Oh, mi reputo un nerd, e forse non lo sono neanche. Sfigato c’è scritto anche nel mio DNA. Quindi, sono un utopista, no?

Però ci sei tu, e tutto cambia. I miei sogni si sono relizzati venerdì 30 giugno 2006, con quel bacio su quella panchina, con quella notte (realmente) prima dell’esame passata in bianco, a sognare te, noi, un futuro. E questo già dopo il primo bacio. Forse ho iniziato a sognare, a creare la mia utopia, da quella tua frase bisbigliata: “ho paura”. “non ti preoccupare, Tita” è stata la pronta risposta. E ciao, la mia fantasia ha iniziato a navigare.

“Perchè, perchè ti fossilizzi su una ragazza quando sei giovane e di belle speranze? Il mare è grande, i pesci sono molti…” mi ha detto un volontario. Caro R., io sono innamorato. Io so che una persona cosi non la trovo neanche in un mare sterminato, senza confini. Perchè non esiste. Hai presente quando guardi un film, e la gnocca di turno si innamora dello sfigatello molto poco sportivo, ma si vede da lontano un miglio che sono fatti l’uno per l’altra? Ecco R. noi siamo cosi. Almeno, io lo credo.

Dunque, stavo dicendo, che dopo quelle poche pagine ho avuto voglia di scrivere. Però non sono come te, come ho scritto sopra mi reputo un nerd, quindi scrivo al pc sul mio blog. Perchè fondamentalmente le cose che dico, poi, le vorrei urlare al mondo intero. Al costo di prendere una mazzata sui denti allucinante, perchè del futuro non vi è certezza. E sono un esibizionista, lo so, ti metto in imbarazzo un sacco di volte, mi dispiace amore…Ma mi perdonerai…

Avevo voglia di scrivere, dicevo, e nulla di particolarmente sensato, come hai notato mi sono già perso diverse volte. Non so neanche se lo pubblicherò sto post dopo la fine del mio fiume di parole, ma devo scrivere. Scrivere che il mondo mi sta stretto, e voglio andarmene, adesso, subito, via con te. Voglio addormentarmi con te al mio fianco, mi basta anche un letto a una singola piazza, basta che ci sia tu.

Quando tornavo da Alessandria mi chiedevo: ma io, se non ci fosse lei, dove sarei? Che starei facendo? Ma soprattutto, avrei fatto l’università?

Delle prime domande, sinceramente, me ne frega ben poco. La terza invece, mi interessa eccome. La mia risposta, in macchina, parlando al mio fido compagno di viaggio, cioè me stesso, è stata: no. Mirko, tu l’università non l’avresti fatta. Accetta la dura verità: non è il tuo mondo questo.Non avresti avuto la forza n’è il coraggio di fare questa scelta. Già, è cosi. L’università non mi piace, non è come la raccontano dei film, è una scuola. Non è un mondo nuovo. Ma il solito minestrone rigurgitato. E io mi sono rotto della scuola. E quindi? Adesso che l’hai detto? Cosa fai? Ho detto che non mi piace quel mondo, che forse non ci sarei dentro se non ci fossi tu. Ma tu sei al mio fianco, e io voglio quel foglio di carta che danno solo all’università. Ebbene, il motivo principale sei tu. Finalmente, è una liberazione poterlo dire. Si, voglio prendermi una laurea solo per te. E so che questo non ti piacerà. Ma non importa, sono fatto cosi. Sono quel simpatico ragazzo romanticone, che ti fa qualche scherzo dolce ogni tanto, che ti porta i fiori anche senza un buon motivo, che ti apre sempre la portiera, che si innamora ogni giorno di te, sempre di più, scoprendo che le cose già vissute con te sono cose nuove. E che sogna di renderti orgogliosa e felice.

Voglio poterti regalare ciò che vuoi avere, voglio che tu senta viva ogni giorno, felice. E io lo sono amore. Lo sono eccome. Oggi non è stata una giornata bellissima,  lo sai, sin dal risveglio. Poi ho letto quel tuo piccolo pezzo di diario, mi sono immerso in quelle parole, sentendone ogni virgola, tastandone il sapore, il profumo, la voglia di scorrere via, ascoltando la melodia che creavano, appoggiandosi delicatamente su un foglio di carta e in un istante asciugarsi, per rimanere li per sempre. E il mio sorriso è ritornato intatto, vero, i miei pensieri si sono tinti di un altro colore, hanno cambiato forma.

Cosi, continuo a essere utopista, a credere in noi anche se pochi ci credono seriamente. Forse nessuno. Forse neanche tu. Io si. Ogni giorno di più. Ti amo.

Quel mio amico si sbagliava alla grande. Non c’è vita senza sogni o utopie. E i sognatori vivono con dei  pensieri straordinari. Che esaurdiranno con ogni mezzo possibile…

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